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Digital4Human: l'approccio della digital transformation nel settore HR

Digital transformation del processo di selezione con CleverConnect

L’HR è il centro del cambiamento, la figura di riferimento che può dare un contributo essenziale alla trasformazione digitale.

A dispetto di quanto si possa pensare, il concetto di Trasformazione Digitale è solo parzialmente legato alla spinta tecnologica. Non perché l’innovazione non ne sia una componente fondamentale, ma perché non ci può essere una vera trasformazione se prima non c’è un cambiamento nell’approccio nei confronti del digitale, uno sforzo nel modificare la mentalità e una diffusione della cultura digitale.

Affinché tutto questo si verifichi è necessario rinnovare il modello di leadership, che deve essere in grado di traghettare l’azienda verso le ultime sfide del mercato. L’organizzazione e la gestione aziendale, infatti, non devono subire passivamente l’ondata di trasformazione, ma hanno bisogno di una guida per affrontare il cambiamento e adattarsi al nuovo scenario.

 

L’HR È LA FIGURA CHE GUIDA IL CAMBIAMENTO IN AZIENDA

La ricerca di Talent Garden “L’HR del futuro. Un leader per la Digital Transformation” rileva che per il 53% degli intervistati è proprio l’HR la funzione che più di tutte sta evolvendo in questa direzione.

Un leader con una visione a larghissimo raggio dell’azienda, dei processi, delle esigenze, delle persone. È il centro del cambiamento, la figura di riferimento che può dare un contributo essenziale alla trasformazione digitale, che si declina principalmente nella digitalizzazione dei processi, seguiti a ruota da nuove modalità di gestione delle persone e change management fino all’assunzione di nuovi profili professionali.

 

LA RAPIDA CORSA ALLO SMART WORKING

Correva l’anno 2020. Dalla Cina si diffonde un virus sconosciuto, il CoVid-19. La prima nazione per numero di contagi diventa in breve tempo l’Italia. Il paese è impreparato sotto molti punti di vista e oltre l’emergenza sanitaria a destare preoccupazione è inevitabilmente il risvolto economico. Con la minaccia di una nuova recessione e la crisi di settori strategici, dal turismo alla ristorazione, dal Made in Italy agli eventi, è necessaria una rapida rivoluzione nei processi lavorativi fino ad allora rimasta in pectore. 

Il dibattito sul lavoro agile, infatti, è sul tavolo della politica e dell’economia da anni, ma i risultati poco incisivi e la mentalità diffidente delle piccole realtà aziendali ne rendono faticosa la diffusione. Non meno grave, una digitalizzazione delle imprese zoppicante, tanto nel pubblico quanto nel privato. I dati dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano nel 2019 registrano appena 570 mila lavoratori agili, seppur in crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Le grandi aziende trainano il cambiamento, ma ben il 51% delle PMI, lo zoccolo duro dell’economia italiana, si dichiara totalmente disinteressato all’implementazione dello smart working. 

 

Alla fine del febbraio 2020 tutto cambia. Chiudono le scuole, il Governo inizia a varare misure restrittive per contenere la diffusione dei contagi e il ricorso allo smart working, per tutte quelle professioni e quelle attività che lo consentono, diventa non più facoltativo, ma assolutamente necessario, per garantire la sicurezza dei lavoratori e al tempo stesso evitare lo stallo nelle aziende. 

 

L’Italia, paese di grandi imprenditori e creativi, decide che è il momento di cambiare passo e in poche settimane le organizzazioni aziendali si adeguano, rompendo gli schemi, superando ogni remora. Video call, documenti condivisi in Cloud, gestione del personale da remoto, ottimizzazione dei tempi e degli spazi. Tutto è possibile. È il nuovo Miracolo Italiano.

COME DIGITALIZZARE I PROCESSI

 

La Digital Transformation nel settore HR rende obsolete le attività di routine a favore di quelle in cui prevale il fattore umano. I cambiamenti più significativi, infatti, si registrano nell’attività di recruiting, soprattutto in fase di screening dei curricula e delle candidature.

Questo significa avere più tempo da dedicare al rapporto con i candidati, alla valutazione delle competenze, allo sviluppo di percorsi di crescita e piani di formazione mirati alla valorizzazione delle risorse.

Digitalizzare i processi significa quindi adeguare modelli tradizionali a nuove esigenze.

 

DIAMO UN SENSO AL CAMBIAMENTO, L’APPROCCIO DIGITAL4HUMAN

 

Se la figura dell’HR assume un ruolo di primo piano in azienda, all’interno di un processo di trasformazione digitale in cui la gestione delle risorse umane è alla base del successo, ritorna, ancora una volta, il tema della centralità delle persone.

È importante continuare a sottolineare come gli investimenti in tecnologia sono sempre mirati a portare soluzioni innovative focalizzate sulle esigenze delle persone.

Quando parliamo di approccio Digital4Human intendiamo proprio un costante miglioramento dell’esperienza dei candidati e dei recruiter grazie a servizi capaci di integrare tecnologie all’avanguardia come Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Big Data.

 

IL RUOLO VERO DELLA TECNOLOGIA

 

Abbiamo detto che la Digital Transformation non è strettamente legata all’innovazione tecnologica, ma è indubbio che la tecnologia gioca un ruolo cruciale in questa partita.

Estrapolare le migliori informazioni da ogni candidatura, indipendentemente dal formato con cui è stata inviata (scritta o video che sia) è il grande vantaggio che hanno oggi i recruiter. L’elaborazione e l’analisi dei dati sposta la selezione su parametri oggettivi, ma non limitati alle competenze tecniche. La rapida evoluzione delle tecnologie, oggi, permette di valutare anche tutta la sfera delle soft skills restituendo un risultato sì imparziale, ma anche completo delle sfaccettature della personalità e del potenziale del candidato.

Ci troviamo davanti a delle possibilità di applicazione del digitale davvero innovative ed è una strada che il vero leader della Digital Transformation non può ignorare, ma deve inserire tra le priorità di cambiamento.

 

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