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Soft skill: la tecnologia valorizza le caratteristiche personali dei candidati

Valorizzare le competenze dei candidati con le soft skill

Le qualità personali e relazioni che caratterizzano ogni persona hanno trovato la loro naturale collocazione anche sul mercato del lavoro. Finalmente si parla di soft skill come quelle competenze trasversali imprescindibili che il candidato ideale deve possedere, o apprendere e migliorare, per avere un profilo completo e appetibile in un processo di selezione.

Se le sole competenze tecniche (hard skill) non bastano più, è perché l’approccio al lavoro non è più statico e inquadrato ad attività routinarie. La complessità del lavoro, oggi, si riconosce anche in ruoli fluidi, dinamici, che cambiano costantemente, che rendono necessario un aggiornamento e un adattamento continuo. Per rimanere al passo con i tempi del mercato è quindi opportuno che l’esperienza e le capacità personali completino le abilità e le conoscenze tecniche specifiche.

La valorizzazione delle soft skill porta indubbi vantaggi all’interno delle organizzazioni, come un clima di collaborazione migliore o la crescita delle performance, ma sicuramente per chi si occupa di recruiting diventa più difficile valutare un candidato anche su questo punto di valore. C’è bisogno di un’attenzione particolare e di una sensibilità che va sicuramente oltre un foglio di carta.

L’AVANZATA DELLE SOFT SKILL NEL MERCATO DEL LAVORO

Tutti gli studi più importanti degli ultimi anni, da LinkedIn a McKinsey al World Economic Forum, evidenziano crescite importanti anno su anno nella richiesta di soft skill da parte delle aziende. Perché è evidente come questi tratti distintivi e positivi di ogni persona sia in grado di portare un vantaggio competitivo all’interno dell’azienda, un vantaggio realmente misurabile e, per questo, fondamentale.

Possiamo identificare alcune macroaree in cui raggruppare le soft skill più apprezzate, di si sente il bisogno e i recruiter cercano nei potenziali candidati.

COMUNICAZIONE

Tutto ciò che ha a che fare con la sfera della comunicazione è indubbiamente importante. Sapersi esprimere in modo chiaro, corretto, con un linguaggio adeguato alla situazione e al nostro interlocutore, sia quando si comunica in modo scritto sia parlato, è essenziale. 

Ma la comunicazione include anche tutta la sfera dell’ascolto, della comprensione dell’altro, della persuasione e della negoziazione. 

LEADERSHIP

A livello manageriale la leadership si esprime nella capacità di gestione dei team, di valorizzazione delle risorse, di raggiungimento degli obiettivi di gruppo e, di grande attualità, nella bravura a condurre il lavoro da remoto senza perdere di vista le priorità. Ogni collaboratore, però, nel suo “piccolo” è tenuto a dimostrare di saper essere un leader: nella gestione autonoma del proprio lavoro, nel risolvere eventuali conflitti con i colleghi, ma soprattutto nel supporto e nell’aiuto al team.

ATTITUDINE

Dalla buona educazione all’empatia, alcune caratteristiche sembrano essere scontate per chiunque, purtroppo non sempre è così, ma soprattutto saper esprimere anche nei gesti un atteggiamento positivo è sicuramente un vantaggio. Anche la flessibilità, lo spirito di adattamento, il pensiero critico, l’intelligenza emotiva, l’etica sono tutte caratteristiche che mettono il candidato in una posizione privilegiata, per lavorare in un team e in un’organizzazione, più o meno grande.

QUANDO VALUTARE LE SOFT SKILL

Tanta attenzione verso le soft skill, ma anche una dichiarata criticità per i recruiter che faticano a trovare nei candidati un mix di conoscenze tecniche, capacità personali e competenze trasversali tali da renderli dei talenti da non farsi sfuggire. 

Il problema, però, non è necessariamente il candidato a cui mancano delle qualità personali spendibili sul lavoro. I processi di selezione tradizionali difficilmente sono pensati per valorizzare le soft skill e valutarle nella loro interezza. Offrire un percorso di Candidate Experience innovativo, invece, facilità: da un lato il candidato, che vive il momento della selezione come uno stimolo, come un’opportunità per esprimere al massimo chi è oltre a ciò che sa fare, dall’altro lato il recruiter, che ha a disposizione degli elementi tangibili sulle competenze hard e soft.

COME VALUTARE LE SOFT SKILL

Il linguaggio del corpo, il tono di voce, le espressioni naturali sono i principali metri di giudizio per gli HR che cercano di estrapolare le soft skill dall’incontro con un candidato.
Come farlo già in fase di pre-screening se ci si ferma alla raccolta dei CV? Valutare le soft skill solo sulla short list di candidati finali rischia di non dare l’opportunità a talenti meno validi sulla carta, ma con un maggiore potenziale effettivo. Un rischio che le aziende devono ridurre al minimo.

Pensiamo invece a quanto il video colloquio on demand sia lo strumento adatto per valutare le soft skill. Ed è adatto considerando sempre sia il punto di vista del candidato sia quello del recruiter, perché il percorso di selezione si incontra soddisfando proprio le esigenze di entrambe le parti. 

La presentazione video mette in luce tutti quegli elementi legati alla prima impressione, ma strutturare un processo di selezione sul video colloquio permette anche di guidare il candidato, di stabilire a priori quali sono i parametri importanti per il recruiter. Permette anche di rimanere piacevolmente colpiti: dalla motivazione, dall’attitudine, dal racconto di un’esperienza, dalla capacità relazionale di ogni singolo invitato.

Abbiamo già parlato anche di Intelligenza Emotiva, una tra le soft skills più richieste dal mercato del lavoro.

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