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Perdi dei candidati a causa di un processo di candidatura troppo lungo?

Le soluzioni per un processo di candidatura troppo lungo

Cerchi di attirare più candidati? Hai analizzato il tuo processo di candidatura? Secondo diversi studi, ha un impatto diretto sul numero di candidature ricevute. Infatti, più lungo è il processo, meno probabilità ci sono che i candidati lo portino a termine. Un processo di application ottimizzato che richiede al massimo 5 minuti può aumentare il flusso delle candidature del 365%.
Scopri 6 scogli da evitare per ottimizzare la candidate experience e massimizzare il numero di application.

PERDI DEI CANDIDATI A CAUSA DI UNA MODALITA' DI APPLICATION TROPPO LUNGA?

N°1: chiedere al candidato di inserire nuovamente le informazioni

Per molti candidati in standby o in ricerca attiva, le jobboard sono la porta d'accesso verso la loro futura azienda. Permettono di visualizzare le aziende alla ricerca di candidati, le posizioni e i benefits offerti. I candidati spesso iniziano il processo di candidatura con l'invio di un CV sulla jobboard. Di solito vengono reindirizzati sul sito carriera dell'azienda. E lì c'è la brutta notizia di dover reinserire informazioni già fornite precedentemente.

I candidati si aspettano che il processo di selezione sia fluido ed efficiente. Quando non è così, tendono ad arrendersi prima della fine.

 

LA RAPIDA CORSA ALLO SMART WORKING

Correva l’anno 2020. Dalla Cina si diffonde un virus sconosciuto, il CoVid-19. La prima nazione per numero di contagi diventa in breve tempo l’Italia. Il paese è impreparato sotto molti punti di vista e oltre l’emergenza sanitaria a destare preoccupazione è inevitabilmente il risvolto economico. Con la minaccia di una nuova recessione e la crisi di settori strategici, dal turismo alla ristorazione, dal Made in Italy agli eventi, è necessaria una rapida rivoluzione nei processi lavorativi fino ad allora rimasta in pectore. 

Il dibattito sul lavoro agile, infatti, è sul tavolo della politica e dell’economia da anni, ma i risultati poco incisivi e la mentalità diffidente delle piccole realtà aziendali ne rendono faticosa la diffusione. Non meno grave, una digitalizzazione delle imprese zoppicante, tanto nel pubblico quanto nel privato. I dati dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano nel 2019 registrano appena 570 mila lavoratori agili, seppur in crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Le grandi aziende trainano il cambiamento, ma ben il 51% delle PMI, lo zoccolo duro dell’economia italiana, si dichiara totalmente disinteressato all’implementazione dello smart working. 

 

Alla fine del febbraio 2020 tutto cambia. Chiudono le scuole, il Governo inizia a varare misure restrittive per contenere la diffusione dei contagi e il ricorso allo smart working, per tutte quelle professioni e quelle attività che lo consentono, diventa non più facoltativo, ma assolutamente necessario, per garantire la sicurezza dei lavoratori e al tempo stesso evitare lo stallo nelle aziende. 

 

L’Italia, paese di grandi imprenditori e creativi, decide che è il momento di cambiare passo e in poche settimane le organizzazioni aziendali si adeguano, rompendo gli schemi, superando ogni remora. Video call, documenti condivisi in Cloud, gestione del personale da remoto, ottimizzazione dei tempi e degli spazi. Tutto è possibile. È il nuovo Miracolo Italiano.

N°2: imporre al candidato la creazione di un account personale

 

Chiede ai candidati di creare un'aera personale per candidarsi alle tue offerte? Chiediti se questo è davvero essenziale, perché questo passo preliminare può scoraggiare molte persone.

Nell'esempio che segue, il candidato deve creare un account prima di poter andare oltre. Non sa quali informazioni saranno richieste in seguito. Egli può supporre che il processo sarà tanto laborioso quanto questo primo passo. La creazione di un account è una barriera che aumenta la probabilità che il candidato non completi il processo di candidatura.

 

Chiedere al candidato di creare un account personale può scoraggiarlo a proseguire.

 

Nouveau call-to-action

 

N°2: non adattare il processo per le candidature fatte tramite mobile

 

Secondo una recente survey, più della metà dei candidati (54%) si è già candidato per un'offerta di lavoro dal proprio cellulare.

Questo canale è in rapida espansione, soprattutto tra i Millenials, molti dei quali sono mobile only. Per questo motivo, il tuo processo di candidatura deve essere responsive (cioè adattato a qualsiasi tipo di dimensione dello schermo). Ad esempio, non è opportuno chiedere al candidato di scaricare il proprio CV e/o la lettera di presentazione dal proprio cellulare. Pensa a un processo di candidatura semplificato che consenta ai candidati di candidarsi facilmente con il proprio smartphone, come ad esempio il collegamento a un social network professionale.

 

N°3: chiedere molte informazioni

 

Che tipo di informazioni chiedi ai candidati? Sono solo alcune informazioni di base o una lunga lista? E hai davvero bisogno di tutte queste informazioni a questo punto del processo?

Un lungo elenco di domande consente di filtrare efficacemente i profili, ma può non piacere ai candidati. Il candidato percepirà il processo come noioso. Non dimenticare che spesso un candidato si candiderà per più offerte contemporaneamente. Cerchi di ridurre al minimo la quantità di informazioni richieste per rendere il tuo processo più attraente.

 

N°4: assenza di istruzioni chiare

 

Il candidato deve capire subito la procedura da seguire per candidarsi. Se il processo di candidatura non è chiaro, il candidato sarà tentato di abbandonare.

Secondo uno studio IBM pubblicato nel 2016, il 62% degli utenti lascia un sito web se incontra difficoltà di navigazione. Pensa a effettuare dei test per garantire che il tuo processo di application sia semplice e intuitivo.

 

N°5: far sempre cambiare il candidato da un sito all'altro

 

Un altro scoglio comune è quella di spostare il candidato da un sito web all'altro, ad esempio dal sito di una filiale al sito del gruppo. Mentre il candidato si trovava sul modulo per una specifica posizione, cliccando su "candidarsi", si trova nella pagina carriera del sito del Gruppo. Deve poi trovare l'offerta di lavoro tra gli altri annunci. Basta a scoraggiare la buona volontà!

L'ATS che hai impostato facilita la gestione delle tue posizione e delle candidature ricevute. Ma hai mai pensato quale la sensazione lato candidato? Un processo lungo, ripetitivo e frustrante riduce il numero di CV ricevuti.

Per evitare di perdere candidati durante il percorso, assicurati di impostare un processo di candidatura che sia rapido, facile e adatto ai nuovi trend.

Scegliendo una piattaforma di selezione integrata come quella che proponiamo, potrai sicuramente ottimizzare l'esperienza del candidato e massimizzare il numero di candidature ricevute. Infatti, offriamo un percorso adattato al profilo del candidato in ogni fase del processo, dalla preselezione alla valutazione.

Parliamo del tuo progetto di selezione?