<img height="1" width="1" style="display:none;" alt="" src="https://px.ads.linkedin.com/collect/?pid=1221369&amp;fmt=gif">

I limiti dell’intelligenza artificiale: quando la tecnologia è troppo invadente nella selezione

IA e video colloquio: trovare il limite

 

 

È molto facile farsi sedurre e lasciarsi entusiasmare dalle potenzialità di un nuovo strumento tecnologico, da quell’effetto WOW che ci viene presentato come innovazione, come il futuro, come il primo passo dell’uomo sulla luna. È molto facile e, spesso, è anche vero, però dobbiamo essere in grado di non farci sopraffare dalla tecnologia e dalla sua applicazione a tutti i costi. Come? Semplicemente facendoci delle domande.

Chi ha visto il documentario di Netflix The Social Dilemma avrà sicuramente notato che tutti gli intervistati che hanno lavorato nelle big tech company della Silicon Valley e che hanno contribuito a cambiare il mondo, e il nostro modo di interagire con la tecnologia, negli ultimi anni sono arrivati a farsi la stessa domanda: dov’è l’etica in quello che stiamo facendo?

 

Etica e tecnologia è un tema fortemente contemporaneo, è un tema che soprattutto chi sviluppa nuove tecnologie e nuove applicazioni deve porre al centro dell’attenzione, in particolar modo quando ci sono implicazioni nei confronti delle persone che fruiscono di determinati prodotti o servizi.
È il caso della selezione del personale e di tutto il settore HR Tech, che negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria rivoluzione in termini di innovazione e si sta spingendo sempre di più verso l’Intelligenza Artificiale.

 

Farsi delle domande è quello che facciamo quotidianamente in CleverConnect, perché l’innovazione è nel nostro DNA, perché siamo i primi a proporre soluzioni guidate da nuove tecnologie, ma la centralità delle persone è la nostra missione principale ed è il motore che muove le nostre azioni.

 

Il Codice Etico della Commissione Europea


Che l’argomento sia caldo è evidente dal fatto che le istituzioni per prime si stiano interrogando su come garantire un approccio etico e di fiducia rispetto all’intelligenza artificiale. È datato 2018 l’avvio dei lavori della Commissione Europea, che ha nominato un gruppo di esperti indipendenti, per definire nella pratica gli orientamenti etici per lo sviluppo e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale.

Il Codice Etico si basa su 7 elementi fondamentali che determinano l’affidabilità di un’intelligenza artificiale e che rispettano determinate disposizioni legislative:

  • Azione e sorveglianza umana

  • Robustezza e sicurezza

  • Riservatezza e governance dei dati

  • Trasparenza

  • Diversità, non discriminazione ed equità

  • Benessere sociale ed ambientale

  • Responsabilità intesa anche come accountability

I vincoli dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale

Oltre al Codice Etico della Commissione Europea vale la pena citare anche il Global Partnership on Artificial Intelligence, a cui l’Italia ha aderito insieme ad altri 14 Paesi a livello mondiale, e che pone l’accento su 4 macro aree di intervento, sempre nella direzione di un approccio etico all’intelligenza artificiale: AI responsabile, governance dei dati, futuro del lavoro e innovazione.

Non ultimo, il GDPR è la normativa più completa oggi a nostra disposizione e il regolamento a cui adeguarsi nel momento in cui si applica la tecnologia e l’intelligenza artificiale alla selezione del personale. Ricordiamo, infatti, che l’Art. 22 del GDPR si riferisce specificatamente al processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione. Articolo che si lega a tutto il tema dei processi di recruiting, che devono rispettare il vincolo del consenso esplicito del candidato nell’essere valutati da una AI e che quest’ultimo può avanzare il diritto di ottenere l'intervento umano da parte del titolare del trattamento, di esprimere la propria opinione e di contestare la decisione.

Il video colloquio etico

Queste doverose premesse normative, all’atto pratico si declinano in limitazioni concrete all’utilizzo indiscriminato della tecnologia e, in particolar modo, dell’intelligenza artificiale all’interno del processo di selezione. È quello che accade nel video colloquio.

Pur essendo uno strumento estremamente efficace sia in fase di preselezione sia in step più avanzati (pensiamo solo a quanto sia stato utile in quest’ultimo anno in cui le limitazioni alla presenza fisica hanno impattato tantissimo vita privata e professionale), il video colloquio non può sfruttare appieno tante funzionalità.

Cosa intendiamo?
L'intelligenza artificiale oggi è in grado di dare delle valutazioni sulla base dell’interpretazione facciale, del linguaggio, della gestualità di una presentazione video di un candidato. Il fatto che la tecnologia sia capace di spingersi così in là, significa che sia giusto renderla parte integrante del processo di selezione?
Per CleverConnect la risposta è no. Perché la tecnologia non è ancora sufficientemente matura, ma soprattutto perché il video colloquio, on-demand o live che sia, è una fase della selezione in cui non è possibile applicare dei criteri di valutazione oggettivi.

 

Il video colloquio in differita

 

Oggettività ed etica

L’oggettività, in questo caso, sta alla base di un approccio etico verso il candidato. La tecnologia nel video colloquio rende l’esperienza di selezione qualitativamente migliore per recruiter e candidati, ma la sua componente umana e soggettiva è e deve rimanere nettamente predominante.

Non ultimo, entra in gioco anche il GDPR e la necessità del consenso informato ed esplicito da parte del candidato a essere valutato anche, o solo, da un’intelligenza artificiale, e qualora il consenso fosse negato deve avere la certezza di essere valutato alla pari rispetto a tutti gli altri candidati. Ciò significa che un solo candidato che nega il consenso all’utilizzo dell’AI nel processo di selezione, vanifica l’utilizzo della tecnologia su tutti gli altri, rendendo lo strumento inefficace e superfluo.

 

Diverso, invece, è il caso dell’applicazione dell’intelligenza artificiale laddove è possibile garantire l’oggettività dei dati, come nella fase di pre screening e qualificazione delle candidature. Le nostre soluzioni Smart Career Website e HRMatch vanno proprio in questa direzione: la semplificazione del processo di candidatura e selezione grazie a una tecnologia che valorizza tutte le informazioni a disposizione, che analizza ogni elemento del CV e della job description e che restituisce un risultato di pertinenza che non esclude nessuno e che permette al recruiter di intervenire in qualsiasi momento del processo portando il proprio valore umano.

Vuoi provare la soluzione di video colloquio che coniuga tecnologia, efficienza e etica? Contattaci per scoprire Visiotalent! 

Vuoi una demo?